Arte e Robotica 2018

Premessa storica, obiettivi perseguiti, linee guida e nota importante

Dopo il successo di Arte Scienza Tecnologia LA ROBOTICA del 2016, consapevoli dell’espansione inarrestabile della realtà robotica intendiamo riproporre l’argomento in chiave più allargata e approfondita, trasformando l’evento in un Festival di Arte e Robotica. Arte, Scienza e Robotica è una tematica ancora poca esplorata in Italia. Il progetto curato da Gruppo 78, è uno dei pochi esempi di tentativo di focalizzazione nei riguardi di queste tematiche. Vuol essere un osservatorio di ciò che accade nel mondo della scienza della tecnologia e dell’arte, nella prospettiva di una comune, costante innovazione, nella sfida su un futuro post-umano.

Premessa storica

Ci sarà una sezione specifica dedicata a maestri del passato che hanno compiuto le prime esperienze in questo campo come Stelarc, cipriota di origine, australiano d’adozione, lo spagnolo Marcel Lì Antunez Roca, di cui saranno presentati dei video.
Comprenderà anche una ricognizione nel mondo storico degli automi, settore particolarmente prezioso che si realizzerà con la collaborazione di musei specialistici svizzeri.

Obiettivi perseguiti

1) Innanzi tutto l’informazione su di una tematica ad espansione planetaria come quella della robotica, in relazione alla sfera dell’arte, che ha intrecciato con essa, già da decenni, un connubio proficuo di reciproca interazione.
L’obiettivo è quello di investigare come l’arte si inserisca in questo fenomeno a sviluppo esponenziale, tenendo presente che da sempre l’arte si è appropriata di territori, di linguaggi, di tecnologie che non le sono tradizionalmente propri per introdurre creatività, fantasia, e soprattutto prospettive lungimiranti laddove territori e linguaggi puntano ad altri fini, di pratica funzionalità.
2) E nel contempo l’obiettivo fondante di tutta l’iniziativa è anche il concetto di arte intesa come strumento di conoscenza analogamente alla scienza, abbattendo eventuali barriere divisorie tra diversi settori dello scibile in una visione globale. L’aspirazione alla conoscenza è perseguibile anche con le vie dell’arte, essendo la creatività alla base di entrambe, arte e scienza, attraverso l’immaginazione.
3) Obiettivo fondamentale del progetto è quello di diventare un punto di riferimento in Italia e all’estero su questi temi.
4) Inserimento di “ Robotics Festival di Arte e Robotica” nel progetto ESOF, ovvero il grande progetto di Trieste capitale europea della scienza 2020, integrando la ricerca scientifica, con i molteplici aspetti dei linguaggi artistici contemporanei, rinnovati ed implementati dalle inesauribili potenzialità tecnologiche. Spesso l’arte anticipa, in forma creativa, a volte provocatoria, conoscenze, fenomeni, dispositivi che poi vengono accertati scientificamente e anche tecnicamente realizzati
5) Il Festival ambisce a produrre, con la sua internazionalità, il forte accento sull’innovazione, e la novità proprio di un Festival concepito su una tematica ancora carente in Italia, un’importante ricaduta turistica, richiamando un pubblico, si auspica, numeroso da altre regioni dell’Italia e anche dall’estero con relativo indotto alberghiero e ristorativo.

Nota importante

ROBOTICS FESTIVAL DI ARTE E ROBOTICA ha già assicurata un’anteprima nel mese di settembre 2018 In Messico nei prestigiosi spazi espositivi dell’Università UNAM di Città del Messico, in particolare nel Centro C3 dedicato alle Scienze della complessità. Gli artisti delGruppo78 sono stati invitati a produrre una serie di video ispirati al connubio arte/robotica, come anticipazione del Festival triestino, da esibire nella sala appositamente attrezzata, con tecnologia avanzatissima, per le proiezioni video. Sarà l’occasione per presentare l’intero Festival in un contesto altamente qualificato, dove si svolgono di consueto mostre incentrate sul connubio arte/scienza/tecnologia.
I suddetti video, creati ad hoc, verranno poi presentati nel Festival d Trieste.

Concept

Mostra internazionale, spettacoli e performance, sperimentazione educativa, rassegne di video-arte, workshop.
Intro

Nella molteplicità delle forme assunte oggi dalla robotica, di particolare suggestione appare certamente la replica umana, tenendo conto anche del pregresso storico, letterario, mitologico, dell’antica aspirazione all’automatismo.
Con la costruzione di intelligenze artificiali in continuo sviluppo, al di là delle sembianze fisiche già sorprendentemente “umanizzate”, oggi si punta all’acquisizione di sentimenti ed emozioni, per parafrasare in tutto e per tutto la complicata macchina-uomo.
Laddove appare ineludibile l’inquietante tecno-destino dell’uomo – l’argomento investe di conseguenza aree socio/culturali molto più vaste, etiche, filosofiche, che tendono a scardinare l’impostazione antropologica fin qui perseguita.

Approfondimenti

La connessone arte/scienza/tecnologia è oggi uno straordinario potenziale per l’innovazione creativa che va ad incidere sulle sfide sociali, ecologiche, economiche che il mondo è chiamato ad affrontare in un prossimo futuro.
ROBOTICS 2, nato da una prima esperienza proposta dal Gruppo78 l’anno scorso, incentrata sul nodo arte/scienza/tecnologia, con la specificità della robotica, insiste con maggior forza su questo filone, considerata la sua espansione esponenziale ed inarrestabile in tutti i campi industriali, domotico, medico, personale e di massa… E’ sottesa dunque anche all’innovazione imprenditoriale dimostrata da certi recenti significativi aggiornamenti apportati da aziende come la Illy (Personal Blender), dalle Assicurazioni (connected device, prevede nel 2020 20 miliardi di unità connesse)…
Pier Luigi Capucci, studioso di comunicazione tra arte e tecnologia, già qualche anno fa aveva considerato la realtà robotica d’importanza strategica all’interno dell’Unione Europea.
L’obiettivo di questo Festival è l’investigazione e la conoscenza della realtà robotica all’interno dell’universo artistico, tenendo presente che da sempre l’arte si è appropriata di territori, linguaggi, tecnologie non direttamente ad essa pertinenti per introdurre una innovativa creatività attestata su nuove potenzialità di comunicazione (conseguenti a specifici percorsi scientifici) ideate originariamente per essere applicate in altri settori.

E nell’appropriarsi dell’indagine scientifico/tecnologica l’arte non adempie, anche se può accadere, semplicemente ad una funzione divulgativa dando veste estetica o spettacolare ai progressi scientifici, ma produce a sua volta conoscenza.
Di più; specie con la nuova generazione, è cambiato il ruolo dell’artista. Nel contesto arte/scienza/tecnologia, non si limita a dar forma accattivante a competenze scientifiche ma diviene una sorta di catalizzatore capace di ispirare e innescare a sua volta processi produttivi innovativi.
Questo soprattutto nella simbiosi bio-tecnologica, inseguita da artisti, ricercatori, scienziati per cui il destino dell’uomo, coadiuvato da intelligenze artificiali, ci appare oggi iscritto in una co-evoluzione di processi organici e insieme di materiali tecnologici in trasformazione. Innestando dunque l’evoluzione tecnologica in quella umana, nel corpo fisico, in prospettiva di necessarie mutazioni, in virtù di cambi climatici o di proiezioni interplanetarie. Cioè la pratica artistica, appropriandosi della sperimentazione di nuove tecnologie rivela un potenziale creativo che può contribuire allo sviluppo di nuovi prodotti e nuovi modelli economici e sociali. Di conseguenza l’arte può influenzare o cambiare il nostro approccio alle tecnologie, reificando forme innovative di collaborazione tra il settore ICT e sfera artistico-culturale.
L’arte s’innerva dunque nel territorio polidimensionale dell’ICT.
Questo sviluppo che rende incerti i confini tra organico e inorganico lo si può riscontrare in artisti come lo statunitense Ken Rinaldo, per cui si può parlare di macchine biologiche e specie organiche algoritmiche. Produce sculture fluide mutevoli a seconda delle caratteristiche atmosferiche del momento. O l’artista Eduardo Kac che coltiva fiori alimentati dal proprio DNA.

Cambia dunque l’interazione uomo-macchina, promuovendo contaminazioni che sono già in atto. L’evoluzione corre veloce distanziando le filosofie antropologiche che maturano con altro passo. E l’arte da sempre ha anticipato, anche in forma provocatoria, informazioni, fenomeni poi accertati scientificamente e anche tecnicamente realizzati.
Robotics 2, facendo proprie le forme più innovative dell’interazione uomo-macchina, intende proporre un ventaglio di iniziative dimostrative di quanto fin qui esposto, nelle forme più varie dell’utilizzo robotico, e precisamente con:

  • documentazione artistica attraverso una mostra internazionale, con premio per la miglior opera in cui si fondi arte e scienza.
  • spettacoli e performances
  • sperimentazione educativa intrapresa con le scuole
  • rassegne di video-arte e cinematografiche(?)
  • workshop
  • incontri con studiosi e professionisti del settore

Sarà dato spazio anche a una sezione storica che attesti l’antica aspirazione umana all’automazione, a dar vita a creature costruite dall’uomo, a dispositivi automatizzati, ripetendo in qualche modo l’atto divino della creazione. E a percorsi artistici robotizzati intrapresi decine di anni fa (Stelarc, Marcel Lì Antunez Roca…).

Sette punti fondativi

Linee guida e punti di fondazione progettuale

Sono descritti nei contenuti del progetto generale. Qui un richiamo diretto.

Ci sarà una sezione specifica dedicata a maestri del passato che hanno compiuto le prime esperienze in questo campo come Stelarc, cipriota di origine, australiano d’adozione, lo spagnolo Marcel Lì Antunez Roca, di cui saranno presentati dei video.
Una ricognizione nel mondo storico degli automi, settore particolarmente prezioso che si realizzerà con la collaborazione di musei specialistici svizzeri.

L’arte sposandosi alla scienza e alla tecnologia condivide con esse l’input della ricerca. È auspicabile che il progetto favorisca l’unione tra ricercatore e artista per una comune investigazione.

Piano didattico: un workshop per le scuole superiori, con il coinvolgimento interattivo delle scuole (Liceo Artistico E.U.Norido, di Trieste; Istituto Malignani di Udine).
Al di là delle visite guidate alla mostra, per far conoscere e sensibilizzare i giovani alle nuove modalità linguistiche ed espressive dell’arte contemporanea il progetto prevede una partecipazione attiva della scuola attraverso modalità laboratoriali caratterizzate dal “learning by doing” per stimolare e amplificare il processo di apprendimento. I laboratori, che avranno la durata di 4 mesi e mezzo partendo da gennaio fino a metà maggio, utilizzeranno modalità educative innovative quali il “project working” e “outdoor training”, coinvolgendo artisti ed esperti del settore insieme a specialisti nel campo della formazione. L’obiettivo è di avvicinare i giovani a linguaggi multimediali sperimentali d’artista al fine di creare opere d’arte con le nuove tecnologie. Le opere verranno esposte nel Festival e le migliori verranno premiate da una giuria di esperti del settore.

Con entertainment si intende soprattutto l’utilizzo della tecnologia per aumentare l’esperienza spettatoriale, coinvolgendo designer ed esperti per rendere il percorso della mostra dinamico ed attivo, senza sovrastare la visione delle opere. Ciò permette di attivare un pubblico più numeroso, specie giovanile.

Usando strumenti tecnologici complessi si tocca anche il mondo dell’innovazione. Gli artisti che operano con le tecnologie aumentano le possibilità di utilizzo delle tecnologie stesse. Emergono così nuove potenzialità che possono essere sfruttate economicamente.

Puntando su alcuni personaggi chiave, tra artisti e studiosi, ci si adopererà per creare un network che favorisca lo scambio in una rete che vada oltre il singolo progetto, costruendo una trama di contatti internazionali, favorevoli alla reciproca conoscenza e informazione. Creando in questo modo un tessuto connettivo, favorevole ad esperienze d’ogni tipo, da residenze a comuni elaborazioni progettuali.

Festival Robotics

ROBOTICS - Festival di Arte e Robotica ha luogo a Trieste, Capitale Europea della Scienza 2020. La prima edizione, dal 17 al 28 novembre 2018, propone un ampio programma di incontri e laboratori attorno alla mostra, a cura di Maria Campitelli e Valentino Catricalà, che alla Centrale Idrodinamica nel Porto Vecchio riunisce più di quaranta artisti del panorama internazionale.

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